COVA DO VAPOR_TIMELAPSE_2017
 

Outro Bairro 
A journey inside Lisbon’s contradictions, a city with a skyrocketing touristic growth, a journey inside a wild and proud community on the edge of society 

Quinta do Cabrinha is a neighbourhood in the first outskirt of Lisbon, Portugal, a social housing project that relocated some of the habitants of Casal Ventoso, an old informal neighbourhood known in the 90s as the “biggest drugs supermarket of Europe”. 

Lisbon is a city in a fast spiral of transformation: the shiny historic centre, the “Erasmus hype”, the rising art scene, the corporations’ fiscal paradise, the touristic “hottest” capital of Europe. There was no way all these changes had not a dark side: people that spent their all life on Lisbon’s steep streets are fighting to enlighten the hyper touristification, a gentle term for the devastating gentrification of the city committed by mass tourism, the skyrocketing rents, the subtle evictions, the emptying of the city centre, the endless peripheries. 

A very different narrative from the one you see on glossy magazines. Cabrinha is an excellent example of the contradictions deeply-rooted in the city and in the Portuguese society: a modernist colourful housing complex inhabited by a community on the edge of the society. 

All the narratives entrenched since the time of Casal Ventoso created an aura of wilderness around the neighbourhood, a collection of stories very difficult to disperse. The modernist architecture of the social housing is a good metaphor of the community: a brutal physical presence externally embellished with bright colours. Quinta do Cabrinha represents a group of people that have always lived on the edge of the Portuguese society, with all the pride and pain associated to that condition: but there, on the limit, on the border, on the margin is where you find unexpected passion, joy and rapture. An overwhelming mix of contradictions and resistance that makes informality so interesting and shifts the notion of public, associated with top down decisions of the ruler, in to the notion of shared. 

This work tries to scratch these engraved urban prejudices, meeting the kids that now inhabit Cabrinha without having never saw the reality of Casal Ventoso, but with the same granitic sense of community of their parents and grandparents. It is a first approach, a first conversation with young humans, in the age between kids and boys, that will decide one day what it will be of their roots, their community. It is a conversation I am committed to continue on the long term, through the years, following them in their growth, anxious to discover how they will face with remarkable weight, how their personalities will develop: will they open to the world forgetting Cabrinha? Will they continue their life between these four high buildings or will they ferry the community in a different growth that will not lose its origins and peculiarities?

 
 

ITA:

Outro Bairro è un viaggio all’interno delle contraddizioni della Lisbona "Capitale del Turismo", un viaggio in una comunità selvaggia e fiera ai limiti della società

Quinta do Cabrinha è un quartiere della prima periferia di Lisbona, un progetto di case popolare che ospita gli sfrattati di Casal Ventoso, un vecchio quartiere informale conosciuto negli anni ’90 come il “più grande supermarket della droga d’Europa”.

Lisbona è una città all’interno di una veloce spirale di trasformazioni: splendente centro storico, mecca degli Erasmus, paradiso fiscale delle big corporations, capitale turistica più “cool” d’Europa. Tutte queste trasformazioni non potevano avere un lato oscuro e ho quindi iniziato a chiedere e indagare con le persone che avevano speso tutta la loro vita nelle ripide strade della capitale portoghese: mi hanno mostrato l’iper-turistificazione, il termine genteli per la devastante gentrificazione del centro città, gli affitti alle stelle, i subdoli sfratti, la fuga dei portoghesi dal centro, le interminabili periferie. 

Una narrativa molto diversa rispetto a quella delle patinate riviste di viaggio. Cabrinha è un esempio delle contraddizioni profondamente radicate dell’attuale società portoghese: coloratissimo complesso modernista di case popolari abitato da una comunità al limite della società.

Tutte le narrazioni radicate dal tempo di Casal Ventoso hanno creato un’aura selvaggia intorno a questo quartiere, una serie di storie e luoghi comuni molto difficili da dissipare. L’architettura modernista ne è un’ottima metafora: una brutale presenza fisica imbellettata da sgargianti colori esterni. Cabrinha rappresenta un gruppo di persone che hanno sempre vissuto le loro esistenze al limite della società portoghese, con tutto l’orgoglio e il dolore associati a questa scelta e condizione: ma proprio li, nel limite, nel confine, nel margine è dove si trova la più inaspettata passione, gioia, determinazione. Un sorprendente miscuglio di contraddizioni e resistenza che rende l’informalità così interessante, così attrattiva, traslando il concetto di pubblico, associato con la decisione unilaterale del legislatore, nella nozione di condiviso. 

Questo lavoro cerca di scalfire l’apparenza e i pregiudizi urbani, conoscendo i ragazzi che oggi crescono a Cabrinha, senza mai aver conosciuto la realtà di Casal Ventoso, ma con lo stesso granitico senso di comunità dei nonni e dei genitori. È un primo approccio, una prima conversazione con giovani, a metà tra il bambino e il ragazzo, che decideranno cosa sarà delle loro radici, della loro comunità. Una conversazione che sono deciso a continuare, anno dopo anno, seguendoli nel loro percorso di crescita, ansioso di scoprire come si confronteranno con questo importante peso, come si svilupperà la loro personalità: si apriranno al mondo dimenticando Cabrinha? Continueranno la vita tra i quattro alti edifici del quartiere o traghetteranno la comunità in una crescita senza dimenticare le origini e le peculiari qualità?